L’idromele di Montelago è un’eccellenza di casa nostra, made in Porto Potenza Picena

PORTO POTENZA PICENA (MC) – Giuseppe Leoni, figlio di Maria Nelly Ricci, titolare dell’azienda agricola di famiglia Le Torri, fa l’apicoltore, è perito chimico e tecnico delle fermentazioni. Nel 2014 si è trovato a domandarsi su come impiegare il miele d’avanzo della sua produzione. Essendo un appassionato di idromele, ha deciso di fare delle prove per arrivare ad un prodotto finale apprezzabile e gradevole. Insieme al padre, laureato in chimica, sono riusciti a raggiungere un risultato concreto.
“Non abbiamo seguito ricette antiche particolari, lo abbiamo rifatto da zero basandoci sulla preparazione che è acqua e miele. L’alcool deriva dalla loro fermentazione”, spiega Giuseppe. Il miele usato è della tipologia Millefiori, che di produzione in produzione cambia, a seconda del fiore di prevalenza (acacia, erba medica, eucalipto, timo e così via). “Eseguiamo diversi imbottigliamenti nell’arco dell’anno”. La particolarità di questa bevanda alcolica è di non essere mai uguale a se stessa, una continua scoperta. “Ha una grandissima variabilità, noi cerchiamo di bilanciare la gradazione alcolica con la dolcezza dello zucchero e la sua acidità residua, che è di per sé notevole”. Il miele è infuso in acqua ed è messo a fermentare per quattro mesi. La microfiltrazione rende il colore dell’idromele meno torbido, eliminando polline, proteine e zuccheri complessi che in genere non fermentano. Le cisterne in cui viene conservato sono d’acciaio, dato che da quelle in legno estrarrebbe troppi sapori. “L’idromele quando matura in bottiglia, dopo un paio di mesi, incomincia a prendere un sapore di frutta passita. Più invecchia, più è buono. Non ha un periodo di conservazione”. Ha una gradazione che oscilla tra i tredici gradi e mezzo e i quattordici, e costa quanto un vino.

foto: Azienda Agricola Idromele Le Torri Facebook
foto: Azienda Agricola Idromele Le Torri Facebook

Oltre a quello originale, Giuseppe ha creato altri due tipi: Ambrosia Rossa con le visciole e Montelago al Luppolo. L’idromele Le Torri è lo sponsor ufficiale di Montelago,  in cui l’azienda agricola è presente con il loro stand: “Abbiamo una clientela affezionata”. La bevanda è richiesta da locali di tutta Italia, dal Nord al Sud, ma Leoni ammette che “è un prodotto difficile perché non c’è una cultura di sostegno alle spalle”. Le Torri registra la sua presenza anche in molti festival celtici italiani: Chiaravalle Celtic Feast, Abruzzo Irish Festival, Arezzo Celtic Festival. Il 19 febbraio Giuseppe ha portato l’idromele nella cena a tema Tolkien dell’alberghiero Buscemi di San Benedetto del Tronto (AP) in cui ogni studente proponeva un menù. “Sta bene sia col dolce che col salato, in particolare formaggi, salumi e qualche tipologia di carne rossa“. Nella versione al luppolo si abbina con quasi tutto il cibo, perché si armonizza meglio, nonostante sia di poco meno dolce rispetto all’originale. L’obiettivo futuro è fare un prodotto di alta qualità mantenendo un prezzo umano in grado di entrare anche in ristoranti di livello.
I prodotti si possono acquistare sul sito, contattando la pagina Facebook dell’azienda o nel punto vendita di Porto Potenza Picena (viale Regina Margherita, 218).
Giuseppe sarà col suo idromele al Celtic Wave di Busto Arsizio dal 10 al 12 maggio e come sempre a Montelago dall’1 al 3 agosto.

Donatella Rosetti

foto: Azienda Agricola Le Torri
foto: Azienda Agricola Le Torri

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