Riforma offerta formativa, l’assessore Bravi: “Vogliamo dare continuità, rigore ed inclusione alla fascia dei bambini 0-6”.

ANCONA – L’obiettivo della Regione Marche è riformare un’offerta formativa in toto dando continuità, rigore ed inclusione alla fascia dei bambini 0-6. Una legge che nasce per rispondere alle linee europee che parlano appunto di attenzione e di rispetto del bambino a livello formativo e concependolo come centro educativo e futuro cittadino e soprattutto una legge che ha l’ambizione buona di passare da una funzione prettamente assistenzialista se ci riferiamo allo 06 ad una prospettiva didattica ed educativa. Chiaramente la Regione si è mossa: in primo luogo istituendo dei tavoli di concertazione tra gli attori del sistema, poi è stato sottoscritto un protocollo d’Intesa con l’Ufficio scolastico regionale per la costituzione dei Poli per l’infanzia, le modalità di funzionamento dei medesimi, la formazione del personale, il coordinamento territoriale. Si è proseguito con la costituzione e la definizione degli indirizzi per il funzionamento dei coordinamenti pedagogici territoriali e andrà in Giunta a breve il rinnovo di un protocollo per le sezioni Primavera che sono a pieno titolo dentro questo progetto. Le priorità consistono nell’innalzare la qualità del servizio offerto attraverso un processo formativo in itinere sia per i bambini sia per i docenti per i quali è richiesto una formazione continua. In questo contesto è fondamentale un’attenzione particolare al ‘fabbisogno’ di tutti i territori partendo dalle zone montane. I Poli sono infatti decentrati in modo capillare in base agli ambiti territoriali che abbiamo già. Oltre alla funzione educativa c’è poi l’aspetto economico-sociale: finora le risorse a disposizione le abbiamo usate per la riduzione delle rette, per l’ampliamento dell’orario e l’anno scorso anche per le ristrutturazioni fino a 10.000 euro. In generale puntiamo molto sulla governance del Coordinamento pedagogico per mettere in sintonia e sinergia la scuola pubblica prevalentemente materna con la scuola privata paritaria (prioritariamente ma non solo, i nido). E’ essenziale che il progetto educativo infatti abbia una sua logica e una sua continuità in un’integrazione dei ruoli delle diverse scuole e dei diversi livelli educativi e scolastici e tra il processo didattico che viene innescato dall’uno e dall’altro”. Questo l’intervento dell’assessore all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro Loretta Bravi che ieri ha invitato tutti gli attori del sistema regionale di ”educazione ed istruzione” a partire dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale Ugo Filisetti, ad un convegno alla Facoltà di Economia ad Ancona per raccogliere impressioni e suggerimenti sul tema: ”Il Coordinamento pedagogico territoriale 0-6 nelle Marche: dalla teoria alla pratica”. Come è noto infatti il D.LGS 65/2017 ha introdotto la progressiva istituzione del Sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai 6 anni che coinvolge i servizi educativi per l’infanzia (nidi, micronidi, sezioni primavera, servizi integrativi quali spazi gioco, centri per bambini e famiglie e servizi educativi in contesto familiare) e le scuole dell’infanzia, statali e paritarie. Ad oggi in molte realtà locali il Coordinamento pedagogico territoriale costituisce un’esperienza affermata e obiettivo del convegno di ieri è stato anche quello di condividere le buone pratiche dove questo sistema è ancora una novità.

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