Augias a Fermo sui Libri: “Non perdete la fiducia nel mondo”

FERMO – Ieri sera è stata inaugurata la terza edizione della rassegna “Fermo sui Libri” dallo scrittore, giornalista e conduttore televisivo Corrado Augias al Teatro dell’Aquila di Fermo che ha presentato il suo libro “I segreti di Istanbul“. La serata ha subìto un notevole ritardo dato che non era stata prevista un’affluenza così massiccia di persone. I vigili del fuoco hanno aperto i palchi del secondo e terzo ordine e sono stati riempiti quasi tutti gli 800 posti del teatro. L’assessore alla Cultura, Francesco Trasatti, si è scusato della scarsa previsione col pubblico durante la presentazione dell’evento.

La serata è stata aperta dal brano Easy Winner di Scott Joplin eseguito da quattro allievi sassofonisti del Conservatorio “Giovan Battista Pergolesi” di Fermo. Oriana Salvucci, l’organizzatrice, ha introdotto il tema di quest’anno, il viaggio, “quell’altrove che ci salva dalla dissipazione della vita”, e ha annunciato Augias in “maniera molto sobria ed austera”, come da lui indicato.

Lo scrittore ha parlato per meno di venti minuti di orologio di Istanbul, “una città unica al mondo perchè poggia su due continenti differenti, l’Europa e l’Asia. Questo fattore importante ha assicurato il suo destino, la sua storia e la sua tragedia.” Augias ha illustrato gli elementi qualificativi della storia di Istanbul, spiegando con estrema chiarezza i suoi punti di svolta: la civiltà bizantina, l’impero ottomano e la repubblica di Mustafa Kemal Atatürk. Soprattutto, sottolinea che la repubblica di quest’ultimo è stata imposta alla popolazione e non è stata una scelta stabilita da regolare votazione democratica in un referendum come è successo dopo la Seconda Guerra Mondiale all’Italia. “Atatürk introdusse in un popolo non pronto a ricevere la democrazia un potenziale eversivo. Infatti, questa deve essere maturata dall’interno per funzionare.”, ha avvertito, “Le forme istituzionali devono essere conquistate dai popoli e le democrazie vengono bene quando l’acculturazione media è piuttosto alta”.

In ultimo, passando al lato turistico di Istanbul, ha consigliato di soggiornarci dai tre ai cinque giorni come minimo per conoscerla e capirla bene.

La lucida osservazione sulla democrazia ha colpito il pubblico presente in sala che si è concentrato nel momento delle domande sulla situazione politica attuale turca e, per traslato, italiana e francese, alla luce delle imminenti elezioni. In particolar modo, ci si è concentrati sulle caratteristiche classe politica del nostro Paese attuale e passata, sulla “dittatura-sultanato” di Erdoğan (pronuncia corretta “Erdoan”), sulle divisioni populiste europee, sulle conseguenze della crisi economica del 2008. Augias si è dimostrato ottimista, però, dichiarando nel complesso: “Stiamo vivendo una rivoluzione tecnologica che interessa ogni attività umana. Non so che cosa verrà con questa ventata di populismo generale in Europa e in America, ma non bisogna perdere la fiducia.”

Augias si è rivelato brillante e sempre in forma come nel suo programma di Rai Tre “Quante Storie” con un humor inglese che ha incantato, sedotto e fatto ridere la platea. Alla fine della serata il professore ha firmato le copie del suo libro all’uscita del teatro.

Il prossimo appuntamento sarà giovedì 11 maggio alle 21:15 con Marcello Veneziani nella sala Congressi dell’Hotel Astoria.

 

di Donatella Rosetti

 

 

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