Domenica sarà inaugurata la Vasca della Regina, in programma tanti eventi per l’estate

GROTTAMMARE (AP) – Domenica 14 maggio sarà inaugurata alle 17 la Vasca della Regina sulla Val Tesino di Grottammare (dopo incrocio via San Pietro, sulla sinistra arrivando dalla città). Il grande bacino di dodici metri di diametro e di tre metri di profondità è stato messo in sicurezza con una protezione di legno che impedisce spiacevoli incidenti e l’area circostante è diventata un giardino archeologico.

“È un progetto esemplare per la sua sostenibilità economica, per il rapporto che disegna tra pubblico e privato, per la tipologia di recupero che tiene conto sia della storia sia della natura di un luogo.”, esordisce il sindaco Enrico Piergallini, “È proprio attraverso il recupero di spazi come questi che si può dare un forte segnale di politica culturale sul territorio e caratterizzare l’identità dei nostri posti. Abbiamo riacquisito un pezzo della nostra storia che prima era inaccessibile.”

La vasca era piena di erba e potenzialmente pericolosa, è stata svuotata e ripulita per riportarla alla luce e rendere l’area attorno ad essa vivibile. Questo spazio è stato concesso al Comune in comodato gratuito dalla famiglia Palmaroli. Il progetto rispetta le caratteristiche del luogo.

“Come Protezione Civile, abbiamo svuotato e ripulito la vasca.”, fa sapere Bruno Talamonti, consigliere delegato alla Protezione Civile, “Come cittadino, informo che l’associazione Volere Bene a Grottammare ha riscoperto il luogo con le sue passeggiate e l’ha segnalato subito all’Amministrazione per rivalutarlo.”

Il bagno della Regina è una cisterna di recupero dell’acqua d’età romana che ha travalicato la sua funzione di semplice vasca di accumulo. Nel corso dei secoli è diventata un elemento fondamentale nella narrazione dei luoghi vicini alla Chiesa di San Martino. Probabilmente la Chiesa di San Martino sorge sull’ex tempio della Dea Cupra e la vasca della Regina, secondo le fonti, portava acqua al tempio per i lavacri sacri legati al culto divino (immersioni ed abluzioni). I riti con l’acqua, infatti, avevano a che fare con la fertilità.

“Il progetto mirava ad essere in sintonia con l’aspetto naturale del posto. Abbiamo messo in sicurezza l’area togliendo rovi ed erba. Abbiamo messo una recinzione che proteggesse allo stesso tempo l’incolumità delle persone e non fosse invasivo per l’antica cisterna.”, spiega Raffaella Cameli, architetto responsabile del servizio patrimonio, che ha curato l’intera progettazione e la direzione dei lavori. Il geometra Antonio Peroni è stato prezioso per il supporto tecnico nella sicurezza. Hanno lavorato alla riqualificazione l’Ufficio Manutenzioni e i suoi operai, le ditte Nicola Brutti, Gianni Voltattorni, Peppino Marconi per le piante, la ditta Luigi Comini per gli scavi e Luigi Baldassarri della EC per i pali della luce.

Il giardino sarà scenario di progetti culturali e teatrali legati alla letteratura, organizzati questa estate dall’operatore culturale Lucilio Santoni. Un palco amovibile sarà posizionato nella parte sud dell’area. Delle panchine in pietra naturale saranno appoggiate al terreno contornando la parte circolare e ci saranno delle sedute amovibili. Il tutto sarà illuminato dall’illuminazione pubblica e verrà piantata della pannellonistica per le informazioni sull’opera.

“Gli spettacoli saranno a tema letterario con monologhi sul rapporto tra potere e cultura. Ci saranno serate su autori inerenti come Adriano, Virgilio e con lo psicanalista di rilevanza internazionale Luigi Zoja sul buon governo e come gestire le utopie quotidiane.”, illustra Santoni.

Domenica interverranno Filippo Demma, funzionario della Soprintendenza, e Fabrizio Pesando, docente dell’Università “L’Orientale” di Napoli. Seguirà un piccolo spettacolo.

 

di Donatella Rosetti

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