Questa sera Franco Arminio sarà a Fermo sui Libri

FERMO – Dopo lo strepitoso successo del viaggio nel mito con Marcello Veneziani, Fermo sui Libri continua la rotta con il suo terzo appuntamento, che si terrà il 17 maggio, alle 21:15, presso la Biblioteca “Romolo Spezioli” di Fermo, e che sarà tutto dedito all’incontro con il poeta e paesologo Franco Arminio e la sua ultima opera poetica “Cedi la strada agli alberi“. La raccolta contiene una parte della grande produzione in versi dell’autore. “Poesie d’amore e di terra“, così sono definite dall’autore, le liriche presentano il suo acuto senso del corpo femminile e del paesaggio. I versi di Arminio sono semplici, diretti, senza aloni. Ogni verso è una serena obiezione alla scrittura come gioco linguistico, è una forma di attenzione a quello che c’è fuori, a partire dal corpo dell’autore, osservato come se fosse un corpo estraneo: l’azione cruciale è, infatti, quella del guardare: “Io sono la parte invisibile del mio sguardo”.

Arminio, classe 1960, nato, cresciuto e residente in un piccolo paese, Bisaccia (AV), ha sempre amato e vissuto con passione la sua piccola realtà cittadina, che sente come aderente alle necessità umane individuali. Il suo amore per il piccolo, inteso come realtà a misura d’uomo e capace di creare comunità di azione, pensiero ed intenti, lo ha portato dedicarsi al documentario (Giobbe a Teora -2010- e Terramossa -2012-) e all’animazione di battaglie civili in difesa dei diritti dei piccoli paesi, come il mantenimento degli ospedali di paese e il rifiuto alla creazione di discariche lontane dai grandi centri ma vicine ai piccoli borghi più defilati. Amante della scrittura in versi, è riuscito a partorire una poesia che racconta un’Italia intensamente vissuta dal punto di vista dei piccoli paesi che ne costituiscono l’ossatura portante e che spesso sono oggetto di soprusi, malgoverno e cattiva gestione del territorio, e ha raggiunto la ribalta con raccolte importanti, come Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia (2009 – Premio Napoli), Cartoline dai Morti (2010 – Premio Dedalus) e Terracarne (2011 – Premio Carlo Levi e Premio Volponi), ispirate soprattutto da ciò che resta delle realtà comunitarie dopo il terremoto dell’Irpinia.

Sebbene sia poeta, scrittore e regista, si definisce “paesologo”, ovvero esperto di “paesologia”, quel particolare discorso che vuole conoscere la realtà dei piccoli paesi tra i 500 e i 4000 abitanti, realtà che costituiscono oltre il 25% del tessuto urbano italiano, e di cui nessuno parla. Per sua stessa dichiarazione “La paesologia non è una visione estetica, ma una forma di attenzione per i luoghi più sperduti e affranti, (…) che poi spesso sono i luoghi più vicini al mio paese. La paesologia è un viaggiare nei dintorni, è la soluzione di chi non riesce più a stare nel proprio paese ma non riesce neppure a lasciarlo.” Intrepido viaggiatore e pensatore, ha fondato la “Casa della paesologia” a Trevico (AV), un luogo aperto a tutti gli artisti, pensatori e persone che vogliano semplicemente conoscere le piccole realtà irpine, formare nel tempo della loro permanenza delle piccole comunità provvisorie che si scambino idee, emozioni, canti, balli, usi, costumi, e guerre per il bene comune.

A Fermo sui Libri porta tutta la sua voglia di conoscere e viaggiare attraverso le microrealtà, soprattutto le più disastrate e non narrate, con la sua ultima raccolta poetica “Cedi la strada agli alberi. Poesie d’amore e di terra”, al cui centro c’è l’amore carnale per la donna e per il paesaggio stremato e sfiorito dei suoi paesi. Il suo invito è quello di viaggiare, di guardare fuori da sé, osservare con attenzione tutto ciò che circonda la nostra realtà quotidiana, soprattutto il piccolo, il trascurato, il negletto e disperato, e di far scaturire da quest’incontro la semplicità dell’amore, per le persone, per i luoghi, di non cercare il dominio, il cementificare persone e cose dentro limiti imposti, ma di lasciar fiorire i fiori selvatici dei sentimenti (questi sconosciuti), e cedere la strada al crescere degli alberi.

 

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