Alessandro Predieri processato in aula. Un caso di malato BDSM

ANCONA – E’ entrato nel vivo il processo ad Alessandro Predieri, il trentenne senigalliese accusato di riduzione in schiavitù, violenza sessuale aggravata, lesioni e induzione al suicidio nei confronti di due minorenni. Una, compiuti i diciotto anni, lo ha sposato e ieri è rimasta sempre al suo fianco durante l’udienza, cominciata alle 9 del mattino e proseguita fino alle 19.30. A costituirsi parte civile è stata un’altra vittima, che aveva conosciuto l’imputato quando aveva sedici anni (lui ne aveva già 26), assistita dall’avvocato Domenico Liso. Anche i genitori dell’attuale moglie di Predieri, attraverso l’avvocato Roberto Paradisi, si sono costituiti parte civile: quando l’uomo aveva intrecciato la relazione con la loro figlia, questa aveva quindici anni ed era ancora sotto la loro tutela.

I genitori erano stati costretti a mandarla in comunità per allontanarla dall’imputato. Stando a quanto raccontato dalla prima vittima, Predieri la costringeva a camminare in ginocchio per umiliarsi, a mandare ogni minuto fotografie per dimostrare cosa stesse facendo, ad avere rapporti sessuali continui sottoponendosi a pratiche di bondage e in condizioni igieniche allucinanti, tanto da soffrire di continue infezioni. L’imputato, stando alle accuse, non voleva che si lavasse né si truccasse, per non attirare l’attenzione di altri ragazzi. Accuse che dovranno essere dimostrate nel corso del processo, celebrato a porte chiuse davanti alla Corte d’Assise di Ancona. Alessandro Predieri era stato rinviato a giudizio il 21 marzo scorso e quella di ieri è stata la seconda udienza, dopo una del 18 luglio, quando è stata ammessa la lista dei testimoni.

«Ciao amore, ti scrivo per esprimerti un mio desiderio che tu autonomamente accondiscenderai». Comincia così la lettera con la quale Alessandro Predieri elencava all’attuale moglie, Jessica tutte le perversioni sessuali cui la ragazza avrebbe dovuto «accondiscendere». Un elenco che richiama alla mente «50 sfumature di grigio», il libro cult di Erika Leonard, che all’epoca non era stato ancora pubblicato.

Alcuni stralci di quella missiva sono stati letti ieri in aula dal padre di Jessica, Marco Bertolini, che ha parlato per circa cinque ore davanti alla Corte d’Assise di Ancona. L’uomo, parte civile nel processo, ha ripercorso tutte le tappe del rapporto tra la figlia, allora minorenne, e l’attuale marito, di otto anni più grande. Ha riferito di vessazioni psicologiche e fisiche cui la ragazzina sarebbe stata sottoposta, il tentativo di suicidio di Jessica, che nel 2009, dopo aver interrotto il rapporto con Predieri, mai accettato dai genitori, ingerì un grosso quantitativo di tachipirina.

In aula Marco Bertolini ha letto anche un’altra lettera, che Alessandro Predieri gli aveva scritto quando Jessica era stata mandata in comunità, proprio per essere tenuta lontana dal ragazzo. «Quando Jessica compirà diciotto anni ve la porterò via e vi odierà per sempre», le parole profetiche, definite «agghiaccianti» dallo stesso Bertolini. L’esame del papà di Jessica, avvenuto nel pomeriggio, è stato rinviato al 17 ottobre, quando a fare le domande saranno gli avvocati Massimiliano Cornacchia e Gilberto Gianni, legali della difesa. In tutto sono stati ammessi circa 70 testimoni e il processo si preannuncia molto lungo.

In mattinata era stato ascoltato il vicequestore aggiunto Agostino Licari, dirigente del commissariato di polizia di Senigallia, che ha condotto le indagini coordinate dal sostituto procuratore Paolo Gubinelli. Licari ha riferito di un precedente di Alessandro Predieri per rapina ai danni di una prostituta. E’ stato anche mostrato in aula un video, registrato dall’imputato insieme a ‘Chiara’, la ragazza che si è costituita parte civile (con cui ha avuto una relazione di un anno e mezzo quando Jessica era in comunità), già mandato in onda da ‘Chi l’ha visto?’. Nel filmato, inviato a Silvio Berlusconi, Predieri chiede un prestito per avviare un’attività e avere così la possibilità di sposarsi. L’udienza si è tenuta a porte chiuse, ma per tutta la mattinata le telecamere di ‘Chi l’ha visto?’ sono rimaste fuori dall’aula, accanto ai genitori di Jessica, che sono potuti entrare solo nel pomeriggio per testimoniare.

Fonte: IlRestodelCarlino.it

One thought on “Alessandro Predieri processato in aula. Un caso di malato BDSM

  • 22 luglio 2017 at 7:34
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    povera ragazza incapace di intendere sopraffatta da un sadico pervertito che la portera’ a fare una brutta fine ….fermatelo.

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