Tigamaro è un degno esempio d’innovazione ed empatia da imitare per le altre aziende marchigiane

TOLENTINO (MC) – La Tigamaro è una storica azienda di pelletteria fondata a Tolentino nel 1982. Nel 2015 è stata rilevata da Luca Bortolami, suo attuale CEO (chief executive officer, amministratore delegato), proveniente dal settore editoriale del media marketing. Bortolami ha rimesso l’azienda in carreggiata ascoltando i bisogni dei suoi dipendenti. Grazie al suo intervento Tigamaro è diventata un partner strategico per i grandi brand della moda internazionale, un’industria a ciclo completo. Durante l’emergenza terremoto Luca non si è tirato indietro ed ha accolto in una parte della struttura i dipendenti sfollati, organizzando un asilo nido con educatrici per chi ne avesse bisogno. In questo modo la produzione non ha subìto un drammatico arresto e i lavoratori hanno potuto sentirsi al sicuro. Il 2 febbraio 2017, traendo insegnamento da questa esperienza, Bortolami ha dato il via alla Tigamaro Academy, un format innovativo, per combattere la desertificazione industriale consequenziale alla catastrofe sismica. Il proposito dell’accademia è creare forza lavoro, investendo nel territorio per far rinascere e sviluppare l’industria pellettiera marchigiana. Per questo importante progetto la Tigamaro ha ricevuto il Premio Innovazione SMAU ad ottobre 2017.

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Diverse sono state le novità introdotte dal 2015, a cominciare dalla “lean production(produzione leggera, ndr) un metodo dell’industria automobilistica che prevede lo snellimento di tutti i tempi morti della produzione che non conferiscono un valore aggiunto; si prendono in considerazione solo le attività necessarie alla realizzazione dell’articolo. L’azienda si avvale di un software per la gestione integrata della produzione (costantemente aggiornato da sviluppatori), l’etichettatura dei prodotti e la digitalizzazione dei documenti di trasporto e delle fatture. La Tigamaro Academy rientra in questo elenco di iniziative smart. 400 ore di corso (6 ore al giorno) per un totale di quattro mesi, da quando è stata attivata sono state assunte più di una ventina di persone. La scuola è già al terzo ciclo corsistico, il quale è composto da quindici allievi più un uditore. Le lezioni comprendono sia teoria che pratica e sono svolte da docenti interni: si inizia con un’infarinatura sulla creazione e costruzione del modello e poi si passa alle fasi di lavorazione: assemblaggio, cucitura, tintura, rifinitura, pulizia e controllo finale.  “L’azienda si racconta direttamente trasferendo il suo know how“, spiega Maura Monti, amministratore unico di Tlab, la startup interna che gestisce l’accademia.

Tigamaro Academy
Tigamaro Academy

Il piano Industria 4.0 lanciato dal governo a settembre 2016, secondo il CEO di Tigamaro, ha fornito l’opportunità alle aziende di investire nell’innovazione e di farlo puntando sulle nuove leve. “Ciò non significa che prima non ci fosse nulla, ma che il piano ha acceso un faro. Ha razionalizzato le logiche dell’innovare e dell’investire su nuove tecnologie e ha dato qualche vantaggio economico, aprendo gli occhi agli imprenditori”, ammette Bortolami. Gran parte delle imprese può ottimizzare i propri strumenti digitali partendo dalla base, come una semplice connessione internet, per in seguito “processare” i vari stadi di produzione con software e gestionali evoluti. “Il piano industria 4.0 può essere sposato da qualsiasi tipo d’azienda, anche la meno strutturata. Il mio consiglio è di cominciare a pensarci seriamente perché fa al caso di tutti, dalla piccola alla grande impresa”. Il software gestionale è stato installato prima del piano, ma dimostra quanto la tecnologia possa facilitare la vita industriale. “Grazie a questo sappiamo esattamente in che fase della filiera si trova il pezzo, e non è un vantaggio di cui usufruiamo solo noi addetti ai lavori ma pure i nostri clienti”. La trasparenza senza segreti è la chiave per uno storytelling vincente che dimostri il valore del proprio operato.

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“Abbiamo tracciato delle linee guida che ci auguriamo vengano seguite”, afferma speranzoso l’amministratore delegato. L’intenzione nell’immediato è di far rinascere le aziende pellettiere marchigiane attraverso la creazione di un “hub” che funga da contenitore per coloro che vogliono riprendere l’attività nel distretto maceratese. “Una struttura più grande e moderna con diversi comparti da dedicare alla formazione, all’innovazione, alla collaborazione e al confronto tra imprese”. Il nome provvisorio è “Hub Territoriale del Distretto Pellettiero” e la Regione Marche è interessata al progetto.
In quest’ottica di darsi una mano l’uno con l’altro, Tigamaro ha collaborato anche con Daje Marche, il portale e-commerce creato da Paolo Isabettini per sostenere la ripresa dell’economia locale dopo il terremoto. Un sodalizio nato all’inizio di novembre 2016, dopo il terremoto di Ognissanti, in un incontro in comune tra categorie merceologiche sul come sopravvivere durante l’emergenza. “Abbiamo patrocinato insieme il ‘Toc! Festival’, festival della creatività e dell’innovazione, a maggio e continueremo a collaborare insieme”.

Donatella Rosetti

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