2018, trionfa l’ultravioletto colore degli artisti

L’ultraviolet è il colore dell’anno 2018. Lo ha annunciato il Pantone Color Institute, un servizio di consulenza che prevede i colori di tendenza nel mondo. Dopo il verde vegetazione del 2017 (Greenery), è la volta del violetto, colore dell’inquietudine per eccellenza, e per questo portato e preferito dagli artisti, perché identifica la componente base della loro arte. “Viviamo in un mondo che richiede inventiva ed immaginazione”, illustra Eatrice Eiseman direttore esecutivo dell’istituto Pantone, “È questo tipo di ispirazione creativa che è propria del Pantone 18-3838, un viola basato sul blu, che porta la nostra consapevolezza e il nostro potenziale ad un livello più alto. Dall’esplorazione di nuove tecnologie e della grande galassia, all’espressione artistica e alla riflessione spirituale, l’intuitivo ultravioletto illumina la via su ciò che deve ancora venire“. Il violetto è un colore reale ed è l’ultimo nella scala dello spettro.

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Il viola è non conformismo alle regole, gusto per l’ignoto e rischio. A parte i vari influssi musicali di Prince, David Bowie e Jimi Hendrix, ai quali accenna l’istituto del colore, che a ben guardare parlano di viola (purple) e non violetto, uno degli stilisti storici che ha più esplorato questa tonalità non solo nei vestiti ma anche nelle atmosfere delle sue sfilate è Thierry Mugler. Lo stilista francese ha esplorato le nostre paure fantastiche future azzardando molto nel terreno fertile dell’esagerato dell’haute couture. Il sottotitolo del libro a lui dedicato di Danièle Bott descrive alla perfezione il suo stile “Galaxie Glamour“(glamour della Galassia). È stato il primo e l’ultimo designer a rappresentare l’essere umano nelle sembianze di un alieno spettacolare nella sua bellezza e mostruosità. “Offro i miei sogni e li metto in scena. Una messa in immagini della mia cultura dello spettacolo”,  dichiarava. La sua silhouette tipica era a vespa, vita e fianchi stretti, spalle larghe e appuntite. Le sue donne erano inquietanti, irraggiungibili, e ricordavano degli insetti pericolosi. Un designer che ha ereditato questo suo modo di vedere è di certo il defunto Alexander McQueen, e che ha esplorato questi temi nella sua penultima collezione Atlantis.

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L’ultravioletto non è facile da indossare. Richiede grande sicurezza di sé e convinzione. Non bisogna temere di portarlo, altrimenti si scompare nella sua morsa. È il tono dell’universo, misterioso ed incomprensibile. Se non vi sentite sicuri di un vestito o un cappotto, potete sempre ripiegare sugli accessori, dalla custodia del cellulare agli occhiali da sole, cercando di far risaltare il colore nell’abbinamento. Anche i capelli possono essere tinti nelle sfumature dell’ultravioletto se vi sentite abbastanza temerari. Colore deciso senza scadere nelle gradazioni pastello oniriche da classico adolescente di Tumblr.

Infine, un avvertimento. Questo è un colore che non lascia scampo e vi fa irrimediabilmente notare. Da maneggiare con cura.

Donatella Rosetti

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