Yoga della risata, la disciplina del buonumore e del benessere che ti rimette al mondo

Ridere, giocare, danzare e cantare. Questi sono i quattro principi della gioia sui quali si basa lo yoga della risata. La disciplina è nata nel 1995 da un’idea del dott. Kataria e solo negli ultimi anni ha avuto un’ampissima diffusione in Italia. Lara Lucaccioni di Macerata è l’ambasciatrice in Italia (e nel mondo) dello yoga della risata che ha imparato dal maestro e medico Madan Kataria, prima in Austria come teacher e poi in India come master. “Ho incontrato la risata nel 2009 in una meditazione molto lunga di Osho, Mystic Rose, l’ultima da lui ideata, in provincia di Siena. Nella prima settimana si rideva per tre ore al giorno insieme senza parlarci. Qui ho vissuto il potere della risata incondizionata”. Lara adesso è impegnata in formazione e workshop, il suo intento è far conoscere e promuovere questa pratica in giro per il nostro Paese.
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Lo yoga della risata è un’intuizione di questo medico indiano che permette a tutti di ridere anche quando è assente lo stimolo cognitivo, come una battuta o un fatto divertente. Torna alle origini perché in realtà la risata è una pratica corporea. “Portiamo il corpo a ridere in gruppo”, spiega Lara.
Si eseguono degli esercizi che suscitano il riso, “ci guardiamo negli occhi e stimoliamo i neuroni-specchio a replicare l’azione che vediamo facendoci contagiare”. Questa operazione è chiamata “effetto quasi magico“. Il corpo, sul piano fisiologico, non distingue la differenza tra risata cognitiva e fisica. I muscoli ed il diaframma attivati inviano un messaggio al cervello che scatena una reazione biochimica di grande benessere. Il risultato è un “joy cocktail” (cocktail della gioia) formato da endorfine, antidolorifici naturali, e serotonina, antidepressiva. “Vengono prodotte nella parte centrale della ‘meditazione della risata’, ovvero una decina di minuti di risate di seguito compiute in gruppo”. I partecipanti del corso si lasciano andare alla risata in parte seduti a terra, in parte distesi con le teste al centro.
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Lo componente yoga è nel pranayama, il concetto della respirazione addominale che quando si ride aiuta ad espellere anidride carbonica stantia. “Ridiamo con la pancia che si gonfia e si sgonfia”. La sensazione è di un respiro più profondo e con l’aggiunta della risata è come se si lasciasse andare qualcosa. “La risata vien ridendo. Ciò che si fa in sostanza è inspirare, trattenere il fiato e poi liberare il riso”. In questo modo si crea una catena continua di risate.
Ci sono differenti tipi di riso, giochi e danze che vengono impiegati durante corsi e workshop. I giochi sono di interazione, molti di origine teatrale, e della trasformazione, quest’ultimo lanciato dalla Findhorn Foundation scozzese. Hanno una funzione liberatoria, in quanto viene celebrato pure l’errore. In seguito al movimento, c’è la risata a terra che si compie in cerchio con i tappetini. La parte finale riguarda il rilassamento che può essere fatto con lo yoga nidra (del sonno, indicazioni con la voce rilassano il corpo), con la vibrazione del suono HAM (h aspirata) e la grounding dance (danza di radicamento in cerchio).
“Oltre a chi si vuole formare, nelle sessioni intensive che svolgo arrivano persone che vogliono tornare a ridere oppure coach, psicologi che desiderano aggiungere una qualifica in più alle attività che già portano avanti”, spiega Lara. Lo yoga della risata si insegna nelle aziende per ridurre lo stress e fare team meeting, nei centri anziani e disabili, nelle scuole, nei rapporti genitori e figli, nelle comunità di tossicodipendenti e nelle carceri. Difatti, il suo scopo principale è l’aggregazione di persone.
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Tanti sono i benefici di questa disciplina. In primo luogo, rivaluta la socialità in un mondo in cui siamo sempre più soli ed infonde positività verso la vita. Il rilascio degli ormoni della gioia è un’onda lunga che può durare diversi giorni. Il buonumore può avere effetti di sollievo inaspettati. Innumerevoli sono le storie di cambiamento psichico e fisico che Lara ha incontrato durante il suo percorso da master. Psoriasi, ernia iatale, fibromialgia, stanchezza cronica sono guarite anche grazie all’influsso della risata. Emanuela Guidotti, malata da 10 anni di una fibromialgia scambiata all’inizio per artrite virale cronica, ha provato lo yoga della risata ed è rinata. Ha smesso di usare antidepressivi, non ha accusato più dolori ed ha dormito meglio. Francesca Verrillo è caduta in depressione dopo l’aborto di un bambino molto desiderato ed è aumentata di peso. Si è ripresa con la risata che l’ha aiutata a recuperare la consapevolezza del suo corpo. Queste ed altre testimonianze sono presenti nell’apposita sezione del sito di Lara: http://www.laralucaccioni.com/categorie/testimonianze/ .
In Italia si sono sviluppati molti Club della Risata che sorgono in posti dal costo abbordabile da chiunque in cui un leader accompagna nella pratica di un’ora un gruppo di persone che spontaneamente vuole partecipare. Di solito si riuniscono una volta a settimana. Sul sito di Lara Lucaccioni è disponibile la geolocalizzazione dei club nello stivale a questo link: http://www.laralucaccioni.com/club-della-risata-censimento-dei-club-della-risata-italiani-geolocalizzato/. Nelle Marche ne esistono più di cinquanta.
Lara sarà a Civitanova al Sandwich Time con il workshop “Ridi, ama, vivi, scegli di essere felice” sabato 24 marzo e a Macerata a Castel Lornano il 7 e 8 aprile certifica leader dando l’abilitazione ad insegnare.
Il dott. Kataria tornerà nella nostra regione il 19 e il 23 settembre per il Congresso Italiano sullo Yoga della Risata.

Donatella Rosetti

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