Giornate Fai d’Autunno a Pesaro, percorso seicentesco tra ville, palazzi, chiese e sinagoga sefardita

PESARO – Il percorso proposto quest’anno dalla passeggiata del FAI ci porterà in un itinerario tutto seicentesco, in cui la realtà di luoghi ancora esistenti si confonderà con la memoria di ciò che non esiste più.
Il nostro viaggio nella storia e nella cultura partirà dal luogo di fronte a dove sorgeva la SINAGOGA ITALIANA.
Il monumento da cui iniziamo la nostra narrazione non esiste più, ma noi vogliamo raccontare di ciò che quel luogo e quella cultura significava per Pesaro. In particolare lo faremo dal lato della musica e la danza, che a Pesaro tra 400 e 500 aveva proprio i danzatori e i maestri ebrei tra i più rinomati in città e nel mondo.
Si proseguirà poi verso un altro luogo non più presente in città, il PALAZZO dei marchesi SANTINELLI. Dovremo lavorare di fantasia per ricavare l’antico dal nuovo e ripercorrere la vita avventurosa del marchese Francesco Maria. Alchimista, poeta, librettista. Nel suo palazzo, sede dell’Accademia dei Disinvolti, fu ospitata Cristina di Svezia, con feste musicali magnifiche di cui parlarono tutte le cronache dell’epoca.
Poche decine di metri ed eccoci nel luogo dove sorgeva (e in piccolissima parte ne restano ancora delle vestigie) PALAZZO GIORDANI. In particolare ci interessa Camillo Giordani, della famiglia che ospitò i viaggiatori illustri di passaggio da Pesaro (fra gli altri Torquato Tasso), in contatto con artisti e musicisti e fondatore di una delle prime e più innovative Accademie del 600 Pesarese, quella degli Eterocliti.
Non si può dimenticare PALAZZO MOSCA, la sede dei Musei Civici pesaresi, e la storia antica di alcuni dei suoi abitanti. Se alcuni (come Francesco Maria nel 700 e la marchesa Mosca nell’800) sono celebri quanto il palazzo, questa volta, ci soffermeremo su un Mosca del Seicento, appunto, il Cardinale Agapito che, per ragioni di ‘lavoro’ poco in effetti abitò questo luogo e a Pesaro.
Il nostro cammino terminerà, in un collegamento ideale col luogo di partenza, nella stupenda SINAGOGA SEFARDITA. Avevamo iniziato da una sinagoga che non c’è più e terminiamo in una che, per nostra fortuna, esiste ancora nella sua struggente bellezza. Anche in questo caso non ci occuperemo del luogo, cioè del contenitore, ma chiuderemo la nostra incursione sulla musica ebraica ricordando la poco nota ma suggestiva musica sefardita.

ITINERARIO

Centro Ricerche Floristiche Marche “Brilli-Cattarini”
Il Centro, istituito nel primo 900 dal Prof. A.J.B. Brilli-Cattarini fu inizialmente gestito da un Consorzio Universitario Elvetico per l’esplorazione floristica del territorio marchigiano, e successivamente rilevato dal Professore per impedire l’interruzione dell’attività e la dispersione degli Erbari e dei risultati delle ricerche sino allora condotti. Nel 1975 avvenne l’atto di donazione alla Provincia di Pesaro e Urbino, subordinata al mantenimento della denominazione, al proseguimento delle ricerche scientifiche e, in caso di cessazione dell’attività, al trasferimento dell’Erbario presso quello Centrale Italiano dell’Università di Firenze. La struttura ospita l’Erbario, circa 300.000 campioni di piante essiccate, una Biblioteca di opere e importanti pubblicazioni scientifiche floristiche italiane e straniere, non ultimo l’Orto Botanico. La Soprintendenza ai Beni Archivistici della Regione Marche ha avviato un procedimento di vincolo archivistico della documentazione conservata.

Villa Cattani Stuart
Villa Cattani Stuart fu progettata e terminata tra il 1630 e il 1680 rispettivamente da Giacomo, Giuliano e Carlo Giuseppe Cattani, mercanti provenienti dal Lago di Como. La famiglia volle abitare in una residenza che desse lustro al proprio nome, con giardino all’italiana e casino di caccia; nei 10 ettari di terreni circostanti alloggiavano i coloni. La villa raggiunse il massimo splendore tra il 1717 e il 1726 quando il Legato Pontificio Alemanno Salviati la scelse come residenza estiva e luogo di incontri diplomatici con rappresentanti politici e religiosi provenienti da altre province d’Italia e dall’estero. Nel 1726 venne ospitato Giacomo III Stuart, re d’Inghilterra esiliato da Guglielmo d’Orange. Nel suo interno, sui soffitti, sono presenti affreschi di Nicolò Berrettoni, allievo del Cantarini e del Maratti (o Maratta). Oggi è la famiglia Tomassini-Guidi a curare la nobiltà architettonica dell’edificio e la preziosa armonia dei giardini all’italiana.

Galantara
Villa Guerrini o Palazzo di Galantara, fu fatta costruire tra la fine del 1600 e i primi del 1700 dai figli di Margherita Mosca e Gabriele Galantara. Nel 1820 Guerrino Guerrini acquista la villa, la ristruttura e da incarico a Romolo Liverani per l’abbellimento del parco. La proprietà resta alla famiglia Guerrini fino al 1940, anno in cui Laura e Lucrezia Guerrini, la cederanno con vincolo all’uso sanitario. Nel ‘44 Villa Guerrini accoglierà alcuni reparti dell’Ospedale “San Salvatore”. Nel 1950 sarà destinata a sanatorio: per rispondere alle esigenze di un moderno istituto di cura, la struttura fu radicalmente modificata, dell’antico palazzo è forse individuabile solo la planimetria attorno al giardino all’italiana. Nei primi anni ‘70 il sanatorio si fonde con l’Ospedale e fino ai primi anni ‘80 ne è sede di alcuni reparti. Dopo il loro trasferimento presso il nuovo Ospedale di Muraglia, l’ASL avvierà nel ‘97 una nuova ristrutturazione. Nel 2001 è stata inaugurata la RSA “Galantara”. Dal 2017 trova sede in alcuni padiglioni della struttura il Museo alle Stufe (documentazione, memoria, ricerca – ex Ospedale Psichiatrico San Benedetto di Pesaro). “Ho passato quasi tutto l’inverno nelle così dette stufe” – Il nome del Museo fa riferimento all’allusione ironica di un internato che paragona il proprio ‘sereno’ soggiorno in manicomio, a quello di pace e relax goduto da Nerone e Catullo presso le terme flegree dette le Stufe. Il Museo, che ha il carattere reliquiale della testimonianza e si avvale di una esposizione permanente a carattere installativo e suggestivo, è organizzato attorno al tema centrale della scrittura memorialistica. Il museo – che vuole essere un centro polifunzionale, un luogo di esperienze, uno spazio di ricerca e di sperimentazione – intende svolgere azioni fruitivo-pratiche e di rielaborazione. un servizio per più giovani e meno giovani, che mette a contatto la promozione alla salute – attraverso cultura, scrittura, arte, natura, vita – con la tutela di sé e del proprio mondo.

ITINERARIO DEL CENTRO STORICO

Chiesa Sant’Ubaldo e sito Sinagoga Italiana
Edificata tra il 1610 e il 1618, l’intestazione è dedicata a Federico Ubaldo, erede maschio di Francesco Maria II Della Rovere e Livia Della Rovere, morto prematuro (con lui si conclude la genealogia della famiglia). A pianta ottagonale, è contraddistinta dalla presenza di un’alta cupola ricoperta in bronzo e di una lanterna gravitante su otto pilastri in muratura. La facciata è il frutto di un rifacimento neoclassico, finanziato dal conte Mamiani verso la fine del 1800. L’interno della Chiesa di Sant’Ubaldo venne ristrutturato tra il 1926 e il 1931 su progetto dell’architetto Mario Urbani, il quale convertì la Chiesa in cappella votiva per i caduti pesaresi di tutte le guerre, con una lapide che commemora il Sacrificio di Coloro che ovunque e comunque caddero per la Patria. Di fronte alla chiesa era situata la Sinagoga antica italiana, in via delle Zucchette 11. L’Ingresso dell’antico luogo di preghiera e di riunione degli ebrei era posizionato a vista dell’attuale via San Francesco.

Palazzo Mosca
L’imponente edificio, commissionato da Antonio Maria Mazzolari, fu costruito tra il 1763 e il 1768 su progetto di Giannandrea Lazzarini, l’attuale aspetto costituisce la sintesi di molti interventi che si sono susseguiti tra il XVIII e il XX secolo. Caratterizzato dal classicismo cui si ispirano le costruzioni del Lazzarini, il palazzo si presenta maestoso nella facciata, arricchita dal portale con colonne che sostengono il balcone del primo piano. Nel 1842 il palazzo fu acquistato dalla marchesa Vittoria Mosca e alla sua morte passò al comune.

Sinagoga Sefardita
La Sinagoga Sefardita, ovvero di culto spagnolo, risale alla metà del XVI secolo e si trova nel cuore dell´antico quartiere ebraico. Edificata in un prospero frangente per la cultura e l’economia della città, diviene ben presto il centro di aggregazione di molti ebrei, che giungono a Pesaro per coltivare studi mistici. Al suo interno si trovava infatti, una scuola materna, un centro di studi cabalistici e uno di studi musicali. Ad oggi la struttura, seppur non più officiata, è considerata una delle più interessanti presenti sul territorio italiano. Nella facciata esterna si aprono due portoni: grande per gli uomini e piccolo per le donne. Al piano terra sono situati il forno per la cottura dei pani azzimi; la vasca per i bagni di purificazione e il pozzo. Il primo piano ospita la Sala delle Preghiere (Tempio) in cui si trovavano l´Arca Santa (Aròn) e il pulpito (Tevàh), trasferiti in sinagoghe ancora attive.

Foto: Villa Cattani Stuart, booking.com

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