Domani in anteprima mondiale a Lipsia sarà presentato il film d’animazione Per tutta la vita

Per tutta la vita del regista e animatore marchigiano Roberto Catani sarà presentato domani in anteprima mondiale al prestigioso 61. INTERNATIONALES LEIPZIGER FESTIVAL FÜR DOKUMENTAR- UND ANIMATIONSFILM di Lipsia. Il film è stato sostenuto, fra gli altri, da Regione Marche – Fondo di sviluppo regionale POR-FESR 2014-2020 e Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission. Un altro successo, dopo quello di Simone Massi con La strada dei Samouni – presentato nell’ultima edizione del Festival di Cannes – che conferma il riconoscimento universale della scuola marchigiana dell’animazione.
Per tutta la vita è il nuovo film scritto e diretto da Roberto Catani, prodotto da Withstand e MIYU Production con il contributo di Ministero per i beni e delle attività culturali e del turismo/Direzione generale cinema, Regione Marche, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, Fondazione Marche Cultura, Marche Film Commission, Arte France, CNC/Fonds de soutien audiovisuel. Musiche e suoni di Andrea Martignoni, come per il precedente La testa tra le nuvole (2013) . Completamente fatto a mano in oltre due anni di lavoro, senza dialoghi e secondo la modalità che ha contraddistinto da sempre l’autore il film è realizzato nella maniera più artigianale possibile. I disegni sono realizzati con gesso, oilbar trasparente e puntasecca. Quest’ultima è una tecnica incisoria tradizionale da sempre tramandata dalla storica Scuola del Libro d’arte di Urbino dove il regista e animatore si è dapprima formato per poi diventare insegnante per oltre vent’anni. La sua attività artistica unita a quella dell’ insegnamento hanno contribuito alla crescita di quella che oggi è riconosciuta universalmente come ‘scuola marchigiana’, una generazione di animatori apprezzati in tutto il mondo. Il film aggiunge un nuovo tassello alla poetica e alla ricerca stilistica che ha reso Catani un riferimento internazionale per l’animazione poetica tradizionale.
Se da un lato la meraviglia dei disegni e dei colori agiscono sull’immediato, come una carezza allo sguardo dello spettatore, dall’altro viene sviluppata un’articolata e sapiente struttura cinematografica. La complessità della regia si manifesta soprattutto grazie al ‘movimento di macchina’ perenne, che rincorre un esile filo narrativo dispiegandosi nel tempo secondo una sequenza di continue trasformazioni della materia; un delicato balletto metamorfico che restituisce la fragilità dell’immanenza. Il vibrare delle immagini, quel battito d’ali di farfalla che solo l’animazione su carta può dare, restituisce la caducità dell’esistenza, dell’uomo.

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