Operazioni di microcredito agevolate, la Regione vuole attivare procedura per semplificarle

ANCONA – La giunta regionale chiederà alla Conferenza Unificata di attivare la procedura per ampliare l’operatività del Fondo centrale di garanzia per le PMI a favore delle operazioni di microcredito. Potrà essere più semplice per le micro e piccole imprese marchigiane accedere al sistema creditizio per le operazioni di microcredito. La giunta regionale, infatti, in linea con altre Regioni, nell’odierna seduta ha adottato una deliberazione che prevede la richiesta alla Conferenza Unificata di modificare alcuni parametri della limitazione dell’operatività del Fondo di garanzia di cui alla legge 662/96 nel territorio regionale, con riferimento alle operazioni di microcredito. Su iniziativa dell’assessora alle Attività Produttive, Manuela Bora è stato deciso quindi di chiedere l’esenzione dalla intermediazione obbligatoria dei Confidi, come stabilito in precedenza, per le richieste da parte delle piccole imprese di microcredito (normalmente operazioni di importo fino a 25 mila euro) e prevedere un accesso diretto al Fondo di Garanzia presso il Mediocredito Centrale.
“Abbiamo accolto le sollecitazioni degli operatori del microcredito e delle imprese – ha spiegato l’assessora Bora – perché siamo consapevoli delle mutate situazioni e che occorra semplificare e non complicare le operazioni di accesso al credito a vantaggio di chi sta maggiormente pagando questa crisi e che rappresenta l’ossatura del nostro sistema produttivo, cioè le piccole imprese che, inoltre, proprio nella nostra Regione, stanno subendo i contraccolpi in conseguenza degli eventi sismici del 2016.” Nel 2014 la Regione aveva adottato i parametri previsti dalla normativa di riferimento, limitando l’intervento del Fondo di garanzia alla controgaranzia dei consorzi di garanzia collettiva fidi iscritti nel registro delle imprese di una o più province della regione, per le operazioni di importo fino a 150.000,00 euro. Con questa modifica richiesta alla Conferenza Unificata si è valutata l’opportunità di esentare dall’obbligo di transitare per il sistema dei confidi le operazioni di microcredito che per definizione si caratterizzano per i seguenti requisiti: un ammontare non superiore a euro 25.000,00 e assenza di garanzie reali che può essere aumentato fino a 35.000 euro in presenza di alcune condizioni; l’essere finalizzato all’avvio o allo sviluppo di iniziative imprenditoriali o all’inserimento nel mercato del lavoro; essere accompagnato dalla prestazione di servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio dei soggetti finanziati. È importante precisare che tale intervento non mette in discussione il ruolo strategico del sistema dei Confidi e il fatto che la Regione abbia perseguito e continui a perseguire l’obiettivo del rafforzamento della loro efficienza gestionale. Tuttavia il mercato del microcredito ha caratteristiche del tutto peculiari e pertanto, l’intermediazione dei consorzi di garanzia collettiva non appare necessaria.
“La Regione Marche – conclude Manuela Bora – ha perseguito in questi ultimi anni l’obiettivo strategico di razionalizzazione del sistema regionale delle garanzie per favorire l’accesso al credito delle PMI, con un’azione anticiclica che miri a fornire le imprese della liquidità necessaria per il loro rilancio e sviluppo. Da una parte, quindi, abbiamo allocato 24 milioni (di cui 9 milioni da destinare esclusivamente alle zone sismiche marchigiane) per la concessione dei contributi ai fondi rischi dei Confidi coinvolti nel processo di fusione per operazioni di garanzia a supporto delle PMI; dall’altra è ora necessario rivedere alcune impostazioni per favorire il rilancio del microcredito d’impresa, per il suo ruolo fondamentale nel favorire la nascita e lo sviluppo della microimprenditoria e del lavoro autonomo, con particolare riferimento alle iniziative promosse dai giovani e da altri soggetti, nell’accesso al credito, caratterizzati da naturali difficoltà di avviamento.“

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