Gusta la Marca, la storia di amore e passione per le Marche del Sud di Sara Pambianco

PORTO SANT’ELPIDIO (FM) – Gusta La Marca nasce come blog nel novembre del 2016 dalla scrittura di Sara Pambianco di Porto Sant’Elpidio, laureata in Conservazione e Gestione dei Beni Culturali. Aveva un piccolo bistrot che ha dovuto chiudere a causa del terremoto e conseguente blocco dell’economia locale. Tuttavia, Sara aveva ancora tanta passione per il territorio, per i prodotti tipici locali e per la cucina tradizionale ed ha scelto di proseguire su questa strada con il blog, attualmente in restyling. Fin dai tempi dell’università, ha sempre pensato che turismo ed enogastronomia fossero le grandi risorse dell’Italia, nello specifico della sua terra, la Marca del Sud, purtroppo ancora poco valorizzata, secondo lei. Ha deciso quindi di farne un vero e proprio lavoro nel 2017, quando ha visto che le aziende stavano finalmente facendo passi le une verso le altre e che il sentimento per il “territorio” stava crescendo sempre di più. Adesso Gusta La Marca è diventato un brand che cura le molteplici esigenze del marketing di aziende agricole e artigiane, piccoli produttori, enti privati, crea reti fra aziende e strutture ricettive, percorsi ed eventi, si occupa di logistica, comunicazione, digital marketing e social media.

Sara Pambianco nel suo ufficio
Sara Pambianco nel suo ufficio

Qual è il modo migliore per valorizzare le Marche?
Il modo migliore è sicuramente comprendere che da soli non si va da nessuna parte. Solo mettendo insieme le nostre eccellenze in una coralità di intenti sarà possibile far sentire la voce di un territorio pieno di storia, tradizioni, sapori e profumi. D’altronde, “Le Marche” sono una regione al plurale. Nel concreto credo serva un’azione capillare di ricerca, tessere la tela giorno per giorno, per poi procedere con il raccontare attraverso le nuove tecnologie le meraviglie che abbiamo, farle conoscere al mondo ed incuriosire anche il turista più lontano.

Come hai affrontato lo scetticismo della gente locale?
In realtà mi confronto con lo scetticismo ancora oggi, ogni giorno, o piuttosto, con la diffidenza. Il mio è un mestiere ancora “nuovo”, intangibile, non ha risultati nel brevissimo termine. Bisogna crederci, accogliere anche la diffidenza, conoscerla e sciogliere i nodi che pone ogni giorno. Non è facile, ma è ormai uno stile di vita, non potrei fare altro lavoro che questo.

In che maniera entra in gioco il turismo sostenibile?
Il turismo sostenibile è l’anello di congiunzione fra tutto ed il motore che muove un’economia come la nostra, composta di piccole aziende. Turismo sostenibile vuol dire rispettare l’ambiente, è parte del concetto di Turismo Responsabile, ovvero quello che rispetta un intero territorio. Quest’ultimo è più vicino a questa realtà, che permette di farla conoscere senza snaturarla, anzi, che trasforma le sue potenzialità in vere e proprie risorse senza l’investimento di grosse somme da parte degli attori principali.

Basilica Imperiale di Santa Croce, Sant'Elpidio a Mare, foto: Sara Pambianco
Basilica Imperiale di Santa Croce, Sant’Elpidio a Mare, foto: Sara Pambianco

Cosa hai imparato in questi anni di sostegno alle produzioni e al turismo locali?
Il significato dell’ascolto. Bisogna prima conoscere la realtà che si ha di fronte e poi trovare il modo migliore per tirarne fuori il valore. Ho imparato ad essere più flessibile, per quanto sempre metodica, accetto l’imprevisto con più serenità. Ho capito che bisognerebbe rispettare di più i nostri piccoli produttori, fatti di grande dignità e coraggio, testimoni di tradizioni che altrimenti andrebbero perse. Ho compreso che c’è sempre da imparare, in ogni situazione, e che bisogna mediare tra le realtà slow food del territorio ed un mondo che corre a ritmi frenetici.

Che consigli daresti alle aziende per fare rete?
Non mi sento di dare consigli, piuttosto di avanzare una richiesta. Per fare rete bisogna tornare a fidarsi del prossimo. Vorrei che fossero più fiduciose verso le nuove generazioni e le tecnologie, o meglio, verso le grandi potenzialità dei nuovi mezzi di comunicazione.

A quali progetti interessanti stai lavorando?
Prima della programmazione del 2019, mi sto concentrando sulla premessa, i rapporti di partnership. Come ho detto, da soli non si va da nessuna parte, io per prima voglio e devo fare rete. Sto cercando di costruire un team di professionisti in grado di rispondere a tutte le necessità delle aziende e del territorio. In riferimento ai progetti, il 2019 sarà un anno piuttosto pieno di eventi, da quelli dedicati al rispetto della terra attraverso i mestieri di una volta, a quelli specifici per i bambini e sul valore dell’infanzia. Non si fermano i progetti di studio e ricerca sulla validità dell’alimentazione tradizionale attraverso l’utilizzo di prodotti naturali, artigianali e tipici, sul folklore locale e sul legame tra religione e tradizione.

Donatella Rosetti

Foto copertina: Lago di Fiastra di Sara Pambianco

Monti Sibillini, foto: Sara Pambianco
Monti Sibillini, foto: Sara Pambianco

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