Goletta Verde è arrivata a San Benedetto: “I cambiamenti climatici sono un problema di tutti”.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP) – Ieri verso le 16:30 Goletta Verde di Legambiente è attraccata al Circolo Nautico di San Benedetto del Tronto. La nave di legno risalente al 1940 è disponibile ad essere visitata a partire da questo pomeriggio nell’ambito di FestAmbiente (dall’1 al 3 agosto), soprattutto da famiglie e bambini, ai quali viene mostrato il suo funzionamento e vengono date informazioni ambientali riguardo alla campagna che portano avanti. Ieri i tecnici presenti su Goletta hanno effettuato i prelievi per l’analisi delle acque che saranno rivelati il 4 agosto alla conferenza stampa in Ancona. Alle 21:30 di questa sera l’equipaggio (di 10 persone) parteciperà al dibattito sullo stato di salute dei mari e l’educazione alla sensibilità nei loro confronti che Legambiente porta avanti.

La Goletta Verde non effettua solo prelievi, ma anche attivismo. Ad esempio, è reduce dal blitz in Abruzzo alla piattaforma Rospo di Mare per dire “no” con lo striscione “…e io pago” ai finanziamenti stanziati dal Governo per le energie fossili. Con la campagna Beach Litter fanno dei monitoraggi sulle spiagge in cui catalogano i tipi di rifiuti che sono trovati, tendenzialmente cose buttate all’interno dei wc, dal cotton fioc all’assorbente intimo.

Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde, ha definito il problema delle forti precipitazioni che San Benedetto non riesce a gestire come “il problema di tutti” i Comuni che si trovano ad affrontare in questi anni il cambiamento climatico in atto. “Se l’acqua che cade in sei mesi, cade in un giorno, non è colpa del sistema fognario. È una quantità d’acqua talmente enorme che i tubi non sono in grado di scaricarla. Lo stesso depuratore non è progettato per assorbirla.” Il cemento è anche un grande nemico dell’assorbimento dell’acqua perché la blocca invece di assorbirla, come fa il terreno. “In una città interamente cementificata gli allagamenti sono normali”. La violenza dei fenomeni naturali è dovuta ai cambiamenti climatici che sono “solo all’inizio”. Sono eventi estremi che vanno ben al di là della eventuale scorrettezza dell’urbanistica realizzata. L’eccessiva siccità degli ultimi anni porta a far evaporare l’acqua in aria verso l’alto e quando questa gigante massa si trasforma di nuovo in acqua porta eventi come la grandine “killer” della settimana scorsa. “È tutto un ciclo collegato”.

Il riscaldamento terrestre comporta anche un cambio repentino delle correnti marine che alterano la fauna e la flora del mare. “Non si sa fino a dove si spingeranno i mutamenti climatici, per ora i risultati più visibili sono i 40° di Lucifero di questa settimana, la grandine dei giorni scorsi, gli incendi che devastano il nostro Paese da Sud a Nord.”, informa Eroe.

La soluzione non è progettare delle barriere difensive, nel caso degli allagamenti, o delle cupole per proteggersi da precipitazioni e clima proibitivo. “Dobbiamo considerare dei piani di adattamento al cambiamento climatico.”, suggerisce Katiuscia, “Non si può continuare a martoriare la Terra pretendendo che non ci saranno delle conseguenze. Bisogna ripensare le città mettendo in primo piano l’uso del verde, la riduzione dei consumi energetici e la riqualificazione degli edifici con materiali isolanti naturali.”, conclude Katiuscia dando suggerimenti utili.

di Donatella Rosetti

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